Fai i test. Tieni testa al virus.

I test molecolari e antigenici ci dicono se siamo positivi al Covid-19, mentre i test sierologici rilevano se siamo stati contagiati in passato, anche senza accorgercene.

Chi ha avuto il Covid-19, con o senza sintomi, ha sviluppato gli anticorpi, quindi è protetto e non contagia gli altri (anche se non si sa ancora per quanto tempo e anche se questo non significa smettere di usare tutte le precauzioni).

Sapere quindi se abbiamo gli anticorpi, ci dà più serenità nell’incontrare parenti e amici, e ci servirà anche per capire se dovremo vaccinarci.

I test forniscono inoltre agli scienziati e allo Stato informazioni fondamentali per scoprire i focolai, circoscriverli e sbarrare così la strada a questo nemico invisibile.

È vero, i test sono una seccatura, ma ci aiutano a tenere testa al virus.

Chiedi al tuo medico quale test è meglio fare.

Chiedi al tuo medico quale test è meglio fare.

APPROFONDIMENTI

Test sierologici e vaccini

INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA SILVIA ANGELETTI

5 febbraio 2021

La professoressa Angeletti insegna Patologia Clinica e dirige il Laboratorio Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma che dal marzo 2020 ha processato circa 150.000 tamponi.

Le abbiamo chiesto quale ruolo hanno i test sierologici ora che sono arrivati i vaccini e cosa cambia per chi, avendo incontrato il Covid-19, ha già sviluppato gli anticorpi.

Giro d'Italia e test Covid

INTERVISTA AL DOTTOR FULVIO FERRARA

27 novembre 2020

Il dottor Ferrara è Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio del Centro Diagnostico Italiano che ha eseguito i test Covid-19 per il Giro d'Italia.

Qui ci racconta i 5200 tamponi fatti durante la corsa, le ricadute sulla conoscenza del virus, l'utilità del test rapido, del test sulla saliva e la difficoltà di farsi i test da soli.

Covid e scuola

intervista al dottor nicola iannaccone

18 ottobre 2020

Il dottor Iannaccone è il responsabile scuola dell'ATS di Milano e referente Covid delle scuole di Milano, Città metropolitana e Lodi.

Stiamo parlando di oltre 700mila persone in circa 2.200 plessi scolastici.

Gli abbiamo chiesto come sta lavorando il sistema sanitario per difendere la salute di bambini e ragazzi a scuola, e quanto possono essere utili i test rapidi nel contesto scolastico.

FOCUS

Scopri se il vaccino su di te ha funzionato

24 Febbraio 2021

La percentuale di efficacia del vaccino anti Covid indica che non rispondiamo tutti nello stesso modo. Il test sierologico ci dice se il vaccino su di noi ha funzionato.

Covid, anziani e feste di Natale

15 dicembre 2020

I più colpiti dal Covid sono gli anziani per i quali il Natale è un momento molto importante.
Come incontrarli in sicurezza? Serve fare un test? Quale?

In molte civiltà gli anziani - considerati saggi - erano consiglieri, giudici, legislatori. Nell'antica Roma erano i membri del senato, parola che viene da "senex" che in latino vuol dire appunto anziano.
Oggi gli anziani non hanno più l'autorevolezza di un tempo, anche se il loro peso specifico è aumentato enormemente.

Mi testi? Ma quanto mi testi?

4 dicembre 2020

Covid-19. Quando devo fare il test? Quale faccio? Dove si fa?
Serve una prescrizione del medico? Privatamente, quanto costa? Ecco le risposte.

Se non ci è capitato, ci capiterà di dovere o di voler fare un test per capire se il Covid-19 ci ha toccato. Ma dobbiamo capire quale test fare, quando e dove farlo, se rivolgersi a una struttura pubblica o privata, se ce lo prescrive il medico, la ASL o il buon senso.
A complicare il tutto, indicazioni e accordi diversi da Regione a Regione.

La bufala che inseguiva il virus

23 novembre 2020

Mascherine asfissianti e tamponi assassini, test infettanti e aglio per vaccino. La fantasia delle bufale è grande. Sono notizie false, ma qualcuno ci crede.

"Il virus è sensibile all'alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19."
Sembra una battuta, ma questa simpatica affermazione è girata in Rete e qualcuno ci ha creduto. Peccato che non sia vero, altrimenti sarebbero pieni i bar e vuoti gli ospedali.

Sport, numeri e Covid

13 novembre 2020

35 milioni di persone fanno attività sportiva in Italia. Oggi, con le palestre chiuse, sono in molti a farla in casa. Il Covid ha messo in crisi il settore, i test rapidi possono aiutare.

"Fra dieci minuti comincia l'allenamento online. Sistemo la telecamera, ma mi si vede solo un pezzo. Sposto i divani, ma non basta. Via il ficus e la lampada. OK, ora il salotto è una piccola palestra (molto piccola). Apro l'app, non si sente. Attivo il microfono e saluto gli altri. Si comincia con il riscaldamento."

Covid-19. Che mal di test!

26 ottobre 2020

Tamponi, pungidito, prelievi, test sierologici, molecolari, rapidi, con prelievo? Come faccio a scegliere? Cerchiamo di capire.

Diciamolo, intorno agli esami per sapere se siamo o siamo stati infettati dal Covid-19 c’è confusione. Purtroppo è normale perché il tema è complesso ed è in continua evoluzione. Ci sono inoltre una serie di variabili dovute al fatto che l’organismo di ciascuno di noi si comporta in maniera diversa quando incontra il virus: può per esempio essere contagiato ma senza sintomi.

...

Scuola e Covid, i nuovi esami

26 ottobre 2020

La scuola muove oltre 10 milioni di persone. Farla funzionare garantendo ai nostri figli istruzione e difesa dal Covid è una grande sfida.

C’è un’esperienza che abbiamo vissuto tutti: andare a scuola. Esperienza fra le più importanti visto che ci ha coinvolto per almeno 8 anni.

La scuola è oggi il territorio dove è più importante sbarrare la strada al virus e i test ci stanno dando una mano.

FAQ

Domande e risposte sul Covid-19

Rispondiamo qui in forma molto sintetica ad alcune delle domande più frequenti sul Covid-19. Le informazioni sono ricavate dalle FAQ del Ministero della Salute molto chiare e approfondite, aggiornate al 16 ottobre 2020

Non è la prima volta che il coronavirus compare sul pianeta, ma quello con cui oggi abbiamo a che fare è nuovo ed è stato chiamato SARS-CoV-2.
SARS sono le iniziali in inglese di Sindrome Respiratoria Acuta Grave: una famiglia di virus di cui anche il nuovo coronavirus fa parte.
La malattia provocata dal nuovo coronavirus ha preso il nome di COVID-19 (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per desease, cioè malattia, e "19" indica l'anno in cui si è manifestata).

A differenza dell'influenza, per COVID-19 non esiste un vaccino né un trattamento specifico. Inoltre sembra essere più trasmissibile dell'influenza stagionale. Poiché si tratta di un nuovo virus, nessuno ha un'immunità pregressa, il che significa che l'intera popolazione umana è potenzialmente suscettibile all'infezione da SARS-CoV-2.

I sintomi del COVID-19 variano in base alla gravità della malattia, dall'assenza di sintomi (asintomatici) a febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare. Nei casi più gravi, polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico, che possono anche portare alla morte.

I sintomi più comuni di COVID-19 sono:

  • febbre ≥ 37,5°C e brividi
  • tosse di recente comparsa
  • difficoltà respiratorie
  • diminuzione o perdita improvvisa dell'olfatto, alterazione o perdita del gusto
  • raffreddore o naso che cola
  • mal di gola
  • diarrea (soprattutto nei bambini)

Sono in corso studi per capire se il Covid-19 può provocare nei malati più gravi danni irreversibili o effetti a lungo termine.

Per quanto sappiamo al momento, il SARS-CoV-2 si diffonde da persona a persona attraverso secrezioni della bocca e del naso (saliva, secrezioni respiratorie o goccioline droplet) e in modo indiretto attraverso oggetti o superfici contaminati.

Da persona a persona
Quando una persona malata (anche senza sintomi) parla o canta, tossisce o starnutisce queste secrezioni vengono rilasciate dalla bocca o dal naso. Le persone che sono a contatto stretto (distanza inferiore di 1 metro) con una persona infetta possono contagiarsi se le goccioline droplet toccano bocca, naso o occhi.
Per questo è importante mantenere una distanza fisica di almeno un metro, lavarsi frequentemente le mani e indossare la mascherina.

Oggetti e superfici
Le persone malate possono rilasciare goccioline infette su oggetti e superfici quando starnutiscono, tossiscono o toccano per esempio tavoli, maniglie, corrimano. Se tocchiamo gli stessi oggetti o superfici e poi ci tocchiamo occhi, naso o bocca con le mani contaminate, possiamo contagiarci.
Questo è il motivo per cui è essenziale lavarsi correttamente e regolarmente le mani con acqua e sapone o con un prodotto a base alcolica e pulire frequentemente le superfici.

Contatto stretto
La condizione a più alto rischio è il "contatto stretto" cioè la vicinanza con persone affette o probabilmente affette da Covid-19, come:

  • chi vive nella stessa casa di una persona con COVID-19
  • chi ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • chi ha toccato le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio fazzoletti di carta usati)
  • chi ha avuto un contatto faccia a faccia con un caso COVID-19, a meno di 2 metri e per almeno 15 minuti
  • chi si è trovato in un ambiente chiuso (aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di protezioni idonee
  • chi ha viaggiato in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto senza distanziamento da un caso COVID-19

Sulla base delle attuali conoscenze, la trasmissione del virus avviene principalmente da persone sintomatiche (anche poco prima dell'insorgenza dei sintomi) quando sono vicine ad altre persone per periodi di tempo prolungati.

Il periodo infettivo può iniziare uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, ma è probabile che le persone siano più contagiose durante il periodo sintomatico, anche se i sintomi sono lievi e molto aspecifici. Si stima che il periodo infettivo duri 7-12 giorni nei casi moderati e in media fino a due settimane nei casi gravi.

Sì, le persone infette possono trasmettere il virus anche quando non presentano sintomi della malattia. Ecco perchè è importante che tutte le persone positive siano identificate mediante test, isolate e, a seconda della gravità della loro malattia, ricevano cure mediche.

Anche le persone confermate ma asintomatiche devono essere isolate per limitare contatti con gli altri.

È evidente che i malati asintomatici possono essere ovunque intorno a noi ed è per questo che dobbiamo usare sempre la mascherina (talvolta indicata con la sigla DPI - Dispositivi di Protezione Individuale), mantenere la distanza di sicurezza e lavarci spesso le mani.

Le persone anziane di età superiore ai 70 anni e quelle con patologie preesistenti, come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita, trapiantati o in trattamento con farmaci immunosoppressori) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.
I bambini costituiscono una percentuale molto bassa dei casi COVID-19 segnalati: circa l'1% di tutti i casi segnalati ha età inferiore a 10 anni e il 4% ha età compresa tra 10 e 19 anni. I bambini sembrano avere la stessa probabilità degli adulti di essere infettati, ma presentano un rischio molto inferiore rispetto agli adulti di sviluppare sintomi o forme gravi di malattia.

Per scoprire se una persona ha il Covid-19 o non l'ha più, e se l'ha avuto anche senza sintomi, sono disponibili attualmente tre tipi di test: molecolari, antigenici e sierologici.

Il test molecolare (che normalmente chiamiamo tampone) è attualmente il più affidabile per la diagnosi di infezione da coronavirus. Viene eseguito su un campione prelevato con un tampone naso-faringeo e analizzato in laboratorio. Il test richiede in media dalle due alle sei ore dal momento in cui il campione viene analizzato in laboratorio.

Di recente sono stati introdotti i test rapidi antigenici basati sulla ricerca di proteine virali (antigeni). Come per il test molecolare si fa con tampone naso-faringeo, ma i risultati si ottengono in circa 15 minuti. La sensibilità e specificità di questi test sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare e quindi un risultato positivo al test antigenico deve essere confermato con il test molecolare.

I test sierologici (o anticorpali) individuano invece gli anticorpi sviluppati dal contatto con il virus (anche nei casi asintomatici). Sono di due tipi – IgG e IgM – e possono indicare se una persona è stata infettata di recente o se l'infezione si è verificata in passato, anche qualche mese prima.

In attesa del vaccino ci sono misure che si sono dimostrare efficaci per non essere infettati.

Le prime misure sono quelle che conosciamo tutti: stare a una distanza di almeno 1 metro dagli altri, indossare sempre la mascherina nei luoghi e nei modi indicati e lavarsi spesso le mani.

È bene però ricordare anche altre misure importanti di cui tendiamo a dimenticarci:

  • Evitare abbracci e strette di mano.
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  • Evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l'attività sportiva.
  • Starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.
  • Evitare i luoghi affollati, gli ambienti chiusi con scarsa ventilazione e la distanza ravvicinata.
  • Garantire una buona ventilazione di ambienti chiusi, inclusi abitazioni e uffici.
  • Pulire le superfici con acqua e sapone o comuni detergenti neutri per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o alcol adeguatamente diluite.
  • Non assumere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico.

È inoltre importante fare i test per identificare precocemente le persone infette in modo che possano essere isolate e curate e che tutti i loro contatti stretti possano essere messi in quarantena.

Se si presentano febbre, tosse o difficoltà respiratorie e si sospetta di essere stati in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19 bisogna restare in casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma telefonare al medico di famiglia, al pediatra o alla guardia medica, oppure chiamare il numero verde regionale.

Utilizzare i numeri di emergenza 112/118 solo in caso di peggioramento dei sintomi o difficoltà respiratoria.

Si può invece chiamare il numero gratuito di pubblica utilità 1500 del ministero o il numero verde della Croce Rossa Italiana 800.065.510 attivato per l'assistenza alle persone fragili. Gli operatori rispondono anche per informazioni sui comportamenti corretti da rispettare e l'iter da seguire in caso di contatto stretto con soggetti positivi. Le richieste prevedono l'intervento dei medici per una prima assistenza telefonica e per l'attivazione delle strutture ospedaliere.

Con il sostegno di

Con l’adesione di

Con il contributo non condizionante di Abbott.